Un veicolo elettrico viene imbarcato a bordo di un mezzo pubblico nonostante i divieti e va a fuoco. Chi paga i danni? Risponde l’Avvocato dell’Associazione
L’incremento del mercato dei veicoli elettrici (bici e monopattini, ma anche monoruota) è stato accolto da tutti con favore nella speranza che il ricorso alla micromobilità aiutasse a snellire il traffico su gomma soprattutto nelle grandi città. Di conseguenza l’incoraggiamento a sfruttare i mezzi di trasporto pubblico, riservando il cosiddetto ultimo miglio ai veicoli elettrici, ha portato i Gestori del servizio a consentire inizialmente il loro imbarco a bordo di treni, tram, metropolitane e bus. Tuttavia sui mezzi di trasporto pubblico di alcune città europee si sono verificati incidenti causati dall’incendio di veicoli elettrici privati imbarcati a bordo. Di conseguenza le Autorità e i Gestori hanno imposto il divieto di imbarco di tali mezzi.
Giova ricordare che i veicoli a trazione elettrica sono per lo più equipaggiati con pacchi di batterie al litio. Trattandosi di un metallo che si accende spontaneamente a contatto con l’aria e può persino creare le condizioni di una esplosione, il litio è internazionalmente considerato “merce pericolosa” e le batterie che lo contengono, le cui caratteristiche tecniche sono disciplinate da rigorose normative, possono essere trasportate solo a determinate condizioni.
Come già osservato da TUTraP-APS, le ragioni che rendono possibile l’esplosione delle batterie al litio con le quali sono equipaggiati i veicoli a trazione elettrica non risiedono solamente nelle condizioni ambientali fuori dai limiti costruttivi, in difetti di fabbrica o in imprevisti malfunzionamenti, eventi che si presumono rari. Tra le ragioni prevalenti vanno annoverati l’uso anche normale del veicolo (oggetto di possibili urti e di logoramenti tecnici), una inefficace manutenzione (sia della struttura sia delle batterie, che spesso sono sostituite con prodotti non originali di minor qualità), la partecipazione ad incidenti causati da altri (nello specifico: se un bus del trasporto pubblico viene ingaggiato in un sinistro, il veicolo elettrico imbarcato potrebbe a sua volta venirne coinvolto aggravando le condizioni del sinistro stesso) nonché la manomissione dei veicoli per modificarne le prestazioni.
A Roma e nel Lazio sia ATAC S.p.A. che Cotral S.p.A. hanno inserito nei loro rispettivi regolamenti il divieto di imbarco dei veicoli a trazione elettrica a bordo di qualunque mezzo, rimanendo invece in vigore la possibilità di imbarcare veicoli a trazione muscolare. Trenitalia S.p.A. consente invece l’imbarco dei veicoli a trazione elettrica solo sui treni dove sono predisposti appositi spazi, sia per l’ancoraggio ad appositi sostegni sia per la ricarica.
In relazione al fenomeno dell’imbarco a bordo dei mezzi pubblici TUTraP-APS ha rivolto alcune domande all’Avvocato dell’Associazione Antonio Zimbardi dello Studio Prolegis in Roma.
TUTraP-APS: Avvocato, i regolamenti di alcuni Gestori del servizio di trasporto pubblico vietano l’imbarco di veicoli a trazione elettrica a bordo dei mezzi. Tuttavia i veicoli elettrici risultano spesso imbarcati. Esiste una responsabilità del Gestore che non ha effettuato debiti controlli e se sì di che natura?
Avv. Zimbardi: Ritengo che una responsabilità del Gestore possa ravvisarsi eventualmente sul piano civilistico, allorché un utente dovesse subire un danno procurato da tale veicolo. Non riesco a vedere ad oggi, prima facie, una responsabilità sul piano penalistico o altro. La responsabilità del trasgressore invece non farebbe venire meno la responsabilità del Gestore, avendo quest’ultimo l’obbligo ex lege di vigilare affinché il regolamento venga rispettato a tutela dell’utenza che fruisce del servizio.
TUTraP-APS: I regolamenti prevedono che i danni prodotti dagli Utenti siano da risarcire a loro esclusivo carico. Se un veicolo elettrico, regolarmente assicurato, andasse a fuoco, danneggiando una vettura, interrompendo il servizio, ferendo i passeggeri, procurando danni di varia natura, chi ne risponderebbe?
Avv. Zimbardi: Entro i limiti previsti dalla polizza assicurativa, ne risponderebbe l’Assicurazione.
TUTraP-APS: E se la polizza non prevedesse sufficiente copertura o se addirittura il mezzo non fosse assicurato?
Avv. Zimbardi: L’Utente che ha imbarcato il mezzo sul bus contravvenendo al regolamento del Gestore risponde sempre di tutto. Tuttavia il regolamento non può escludere una responsabilità prevista dal Codice Civile (cfr art. 2043); la clausola del regolamento che imputa la responsabilità civilistica al solo Utente sarebbe nulla per contrarietà a norma imperativa di legge e comunque vessatoria. Per tali ragioni il Gestore del servizio risponde in ogni caso di eventuali danni. Neppure potrebbe escludersi l’ulteriore responsabilità del Produttore del veicolo elettrico ove venisse accertato che l’incendio sia originato da un difetto dello stesso.
TUTraP-APS: In pratica da quel che comprendiamo l’Utente, proprietario o utilizzatore, assicurato o meno, il Gestore del servizio, che non ha vigilato sul rispetto del regolamento e il Produttore, nel caso di difetto del veicolo elettrico, sono responsabili dei danni di un eventuale sinistro.
Avv. Zimbardi: Sì, i soggetti coinvolti (Gestore, Utente e/o Produttore del mezzo imbarcato) risponderebbero in solido tra loro come previsto dal codice civile.
TUTraP-APS: Un’ultima domanda, Avvocato Zimbardi. Se non è possibile identificare con certezza il proprietario/utilizzatore del veicolo elettrico danneggiante, chi potrà essere citato in un eventuale giudizio per il risarcimento del danno?
Avv. Zimbardi: Se non fosse possibile identificare l’utilizzatore, risponderebbe in sua vece il proprietario. Se non fosse possibile identificare né l’utilizzatore né il proprietario resterebbe la responsabilità del Gestore e/o del Produttore del mezzo imbarcato. Ciò che rileverebbe, infatti, sarebbe soltanto l’oggettività dell’evento dannoso al fine della responsabilità del Gestore.
TUTraP-APS: Grazie di queste utili informazioni per gli Utenti, Avvocato. TUTraP-APS resta a disposizione dei suoi Soci, dei suoi Iscritti e di tutti gli Utenti del trasporto pubblico locale per prestare la necessaria assistenza in tutti i casi.
Avv. Zimbardi: Grazie a voi e buon lavoro all’Associazione.